Arabia Saudita: le donne possono andare al cinema per la prima volta
Nel buio della sala di loro si vedranno solo gli occhi, l’unica parte del volto che il niqab permette possa essere vista in pubblico. Quasi fossero delle macchie di inchiostro sedute comodamente su una fila di poltrone. Ma alla fine è quasi irrilevante. Oggi è una giornata storica in Arabia Saudita, dal volore simbolico. Per la prima volta in 35 anni alle donne saranno aperte le porte del cinema. Quella di oggi è solo una prova generale, un’anteprima su una lista di invitati selezionati con attenzione, nel distretto finanziario “King Abdullah” di Riad (per la vera apertura al pubblico bisognerà aspettare maggio). La proiezione si terrà in uno spazio capace di ospitare 620 spettatori concepito originariamente per concerti di musica classica.Il film proiettato sarà “Black Panther”, il nuovo supereroe della Marvel che ha sbancato il botteghino, incassando più di un miliardo di dollari in tutto il mondo.
Dopo la revoca del divieto di guida, e dopo il permesso di assistere alle partite di calcio maschili negli stadi, questo è un altro passo in avanti sul cammino delle riforme che il potente principe reggente saudita, Mohammed Bin Salman (conosciuto anche con l’acronimo Mbs), è intenzionato a portare avanti per affrancare il regno saudita dall’immagine di Paese molto conservatore dove i diritti delle donne sono limitati in osservanza di una interpretazione particolarmente rigida dell’Islam, il wahabismo. D’altronde la monarchia saudita è custode dei luoghi sacri dell’Islam di Mecca e Medina.Il piano di Bin Salman prevede che di pari passo alle riforme economiche, inquadrate nell’ambizioso piano “Vision 2030”, ideato per rilanciare l’economia saudita diversificandola dal petrolio, si accompagnino anche riforme sociali L’obiettivo è cambiare volto al Regno ammodernandolo e cercando così di attrarre investimenti stranieri. I settori su cui Mbs punta per diversificare e privatizzare l’economia sono le nuove tecnologie, i servizi, il turismo ma anche l’Entertainment.
Accordo Arabia Saudita-Softbank, mega progetto solare da 200 mld $Certo, negli ultimi anni era stato concesso alle donne un diritto ben più importante rispetto ai pubblici svaghi, ovvero quello di votare ed essere elette. Ma le discriminazioni ancora in atto nei loro confronti sono molte. Le donne devono sottomettersi alla tutela dei maschi per molte attività. Se vogliono viaggiare, o semplicemente studiare, necessitano del permesso di un uomo, un tutore (generalmente il padre, il fratello o il marito). Perfino per aprire un conto in banca è richiesta l’autorizzazione del marito. Piano, piano, a piccoli passi, le cose stanno tuttavia cambiando. E le donne saudite, ma non solo loro, si augurano di non veder più punizioni corporali previste per il solo fatto che appartengano al genere femminile. Quando molte di loro sfidarono il divieto di guida, postando sui social media le loro immagini mentre guidavano in niqab, sapevano di andare incontro a punizioni severe. Come quella di una donna condannata a 10 frustrate nel 2011 da un tribunale di Jedda per aver sfidato il divieto di guida.Arabia Saudita: anche le donne potranno andare allo stadioMbs vuole rompere i tabù, con prudenza. Perché è consapevole quanto il suo programma di riforme sociali avrà tante più possibilità di successo quanto più sarà introdotto in modo graduale per non urtare eccessivamente la sensibilità delle ancora potenti associazioni islamiche e di quei clerici già irritati per le ultime riforme. Ai loro occhi l’uomo deve poter continuamente sorvegliare la vita della donna. Se Mbs correrà troppo le loro proteste non tarderanno a farsi sentire.
© Riproduzione riservata